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Ipoacusia e demenza: come sono correlate?

: 12-02-2019
: 07-06-2019

L’ipoacusia e la demenza sono entrambe conseguenze naturali dell’invecchiamento. Ma sapevi che un abbassamento dell’udito può essere tra le cause dell’insorgenza della demenza?

Si potrebbe pensare che avere un abbassamento della soglia uditiva non interferisca con la salute generale. Tuttavia un’ipoacusia non protesizzata può avere molte più conseguenze di quello che pensi, in particolare per ciò che riguarda il benessere neurologico.

La demenza è una delle possibili conseguenze di una ipoacusia trascurata.

Gli scienziati hanno scoperto che le probabilità di un declino cognitivo aumentano, al peggiorare dei problemi uditivi. Infatti, uno studio eseguito su un campione di anziani con perdita uditiva, ha rivelato che  questi hanno avuto lo stesso declino cognitivo in 7,7 anni rispetto ai 10,9 anni intercorsi per un gruppo di anziani normoudenti.
 
Lo sapevi?
Circa 50 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da demenza e ogni anno si verificano circa  10 milioni di nuovi casi. (Fonte: OMS)

Sebbene i ricercatori non siano ancora certi riguardo l’esatta correlazione tra ipoacusia e demenza, essi ritengono che esistano diversi modi in cui la perdita uditiva può essere collegata alla demenza.

É possible si tratti di una combinazione di questi elementi:

  • Carico cognitivo. Quando per ascoltare e capire devi stare costantemente sotto sforzo, il cervello si stressa. Le risorse che solitamente vengono impiegate per memorizzare ciò che viene detto, vengono invece spese per riuscire a comprendere.
  • Struttura del cervello. L’ipoacusia può influenzare la struttura del cervello andando a contribuire all’insorgere di problemi cognitivi. Studi di imaging celebrale mostrano che soggetti anziani con perdita dell’udito hanno meno materia grigia nella porzione del cervello che riceve ed elabora il suono proveniente dalle orecchie. Ciò accade perchè alcune strutture delle cellule celebrali possono ridursi quando non ricevono una stimolazione adeguata.
  • Isolamento sociale. Quando ascoltare ciò che viene detto dagli altri e seguire le conversazioni diventa difficile, potresti arrivare a preferire di rimanere a casa invece di uscire e socializzare. Ma quando tagli fuori gli amici, la famiglia e rinunci ad una vita attiva, diventi meno socievole e meno impegnato. Quando il cervello non riceve abbastanza stimoli durante la giornata, aumenta il rischio di sviluppare demenza.

Come mantenere in buona salute il cervello?

Ecco alcuni consigli:

  • Continua ad imparare: qualsiasi nuova attività di apprendimento aiuta a sviluppare nuove connessioni neurali nel cervello, che possono contribuire a superare eventuali danni celebrali associati alla demenza
  • Sii socievole: avere più conversazioni al giorno stimola il cervello
  • Esercizio: fai attività fisica per almeno 30 minuti, cinque giorni a settimana, l’attività cardio risulta particolarmente benefica
  • Mangia molta frutta e verdura: insieme a legumi, pesce, olio d’oliva, noci e semi

Ma ricorda anche di avere cura del tuo udito

É importante mantenere il cervello in buona salute, ma è altrettanto importante mantenere in salute l’udito. Quindi non lasciare che la tua perdita uditiva peggiori nel tempo. Se sospetti di avere una riduzione della sensibilità uditiva, fai qualcosa. Inizia facendo un test dell’udito online, è gratis.

Gli apparecchi acustici sono una buona soluzione per trattare la tua perdita, nel caso in cui sia una perdita lieve o moderata. Se invece si tratta di una predita severa o profonda, l’impianto cocleare potrebbe essere la migliore opzione.

Un audioprotesista può aiutarti a capire come evitare che il tuo calo dell’udito peggiori e come fare a mantenere le tue cellule celebrali inalterare.

Referenze:
www.aarp.org
www.webmd.com
www.clevelandclinic.org

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